Guida alla deducibilità fiscale

Aderire alla previdenza complementare permette di godere di un vantaggio fiscale immediato, grazie alla deducibilità della contribuzione.

A chi è rivolto

La deducibilità fiscale è rivolta ai contribuenti che hanno aderito alla previdenza complementare.
Possono usufruire dell’agevolazione:

  • lavoratrici e lavoratori dipendenti che versano contributi alla propria posizione di previdenza complementare per il tramite del datore di lavoro;
  • lavoratrici e lavoratori autonomi e liberi professionisti che effettuano versamenti a una forma pensionistica complementare;
  • aderenti che effettuano contributi volontari;
  • contribuenti che fanno versamenti a favore delle posizioni di previdenza complementare dei propri familiari fiscalmente a carico;
  • lavoratrici e lavoratori di prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007, per i quali è previsto uno specifico regime di extra-deducibilità.

Laddove il contribuente non possa beneficiare della deduzione degli importi versati a favore della previdenza complementare (es. professionisti in regime forfettario, versamenti eccedenti il limite di deducibilità ordinaria, etc), dovrà comunicare gli importi versati e non dedotti al fondo pensione. Gli importi non dedotti nel corso della fase di accumulo non verranno tassati in sede di prestazione.

Come funziona

I contributi versati alle forme di previdenza complementare possono essere dedotti dal reddito imponibile: il calcolo delle imposte avverrà quindi su un reddito inferiore, comportando un percepibile vantaggio fiscale. Per i lavoratori dipendenti che versano tramite il datore di lavoro, la deduzione viene generalmente applicata direttamente in busta paga, con un beneficio fiscale immediato. In caso di versamenti effettuati autonomamente, invece, il beneficio viene recuperato in sede di dichiarazione dei redditi, entro i limiti di deducibilità previsti dalla normativa.

L’agevolazione si applica indipendentemente dalla forma pensionistica complementare scelta, nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla normativa vigente.

Come fare

Per beneficiare della deducibilità fiscale è necessario:

  • aderire a una forma di previdenza complementare;
  • effettuare i versamenti contributivi;
  • riportare correttamente gli importi nella dichiarazione dei redditi, salvo i contributi già dedotti dal sostituto d’imposta (datore di lavoro).
Contribuzione tramite datore di lavoro

I lavoratori e le lavoratrici che versano al fondo pensione il trattamento di fine rapporto (TFR) possono scegliere di versare anche un contributo a proprio carico che, nel rispetto delle previsioni del contratto collettivo di riferimento, può dare diritto a godere di un ulteriore contributo aggiuntivo da parte del datore di lavoro.
Il TFR, il contributo del lavoratore e quello datoriale sono versati al fondo pensione dal datore di lavoro che, in qualità di sostituto d’imposta, provvede direttamente alla deduzione dal reddito imponibile delle quote deducibili. Il trattamento di fine rapporto TFR non rientra tra gli importi deducibili.

Contribuzione effettuata in autonomia

L’aderente che nel corso dell’anno ha effettuato versamenti direttamente alla forma pensionistica complementare (ad esempio mediante bonifico bancario o modello F24), per beneficiare della deduzione fiscale deve conservare la documentazione attestante il versamento effettuato. A tal fine possono essere utilizzati, ad esempio:

  • la ricevuta di versamento, la contabile bancaria o altra documentazione che comprovi l’effettivo pagamento dei contributi;
  • l’attestazione dei contributi versati rilasciata dal fondo pensione, generalmente disponibile nell’area riservata dell’aderente nei primi mesi dell’anno successivo.
Contribuzione a favore di familiari fiscalmente a carico

I contributi versati nell’interesse di soggetti fiscalmente a carico concorrono al limite di deducibilità annuo.

Esempio
Anna ha 40 anni e versa l’intero trattamento di fine rapporto e il 3% del proprio stipendio lordo nel fondo pensione complementare; il datore di lavoro aggiunge un ulteriore 2%, calcolato sul suo stipendio lordo mensile. I contributi del lavoratore e del datore di lavoro, pari complessivamente a 3.000 € l’anno, possono essere dedotti fiscalmente. Anna effettua un bonifico mensile di 100 € a favore del fondo pensione della figlia Emma. Per raggiungere il beneficio fiscale massimo, Anna effettua una contribuzione aggiuntiva di 1.100 € che incrementa la sua posizione personale nel fondo pensione.

Importo
Contributi versati e dedotti tramite datore di lavoro 3.000 €
Contributi versati e dedotti a favore della figlia 1.200 €
Contribuzione aggiuntiva personale versata e dedotta 1.100 €
Contribuzione dedotta totale 5.300 €
Extra deducibilità per i chi ha iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 2007

Le lavoratrici e i lavoratori di prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007 (inizio versamenti alla previdenza obbligatoria) possono beneficiare di una deducibilità fiscale rafforzata, che si articola in due fasi.

1a fase: maturazione del plafond di extra deducibilità
Se nei primi 5 anni di partecipazione si versa meno dell’importo massimo deducibile, l’importo pari alla differenza tra il vantaggio massimo previsto e quello effettivamente goduto si trasforma in un vantaggio fiscale per gli anni successivi: un plafond di extra-deducibilità, che permette di aumentare il massimo deducibile fino a 7.950 € all’anno.

2a fase: utilizzo del plafond
Dal sesto anno di adesione e per i venti anni successivi il plafond di extra deducibilità permette di godere di un limite deducibile maggiorato, fino a 7.950 € all’anno.

Esempio
Chiara inizia a lavorare nel 2026 e si iscrive a un fondo pensione.
Nei suoi primi 5 anni di partecipazione alla previdenza complementare, Chiara versa e deduce 3.000 € all’anno di contributi (al netto del TFR che non è mai deducibile).
L’importo massimo deducibile dall’anno fiscale 2026 è 5.300 €.
Il plafond di extra deducibilità maturato da Chiara dopo 5 anni ammonta a 11.500 €.

Anno Contributi versati e dedotti Limite annuo deducibilità Deducibilità non utilizzata
2026 3.000 € 5.300 € 2.300 €
2027 3.000 € 5.300 € 2.300 €
2028 3.000 € 5.300 € 2.300 €
2029 3.000 € 5.300 € 2.300 €
2030 3.000 € 5.300 € 2.300 €
Totale 15.000 € 26.500 € 11.500 €

Dopo i primi anni di lavoro le possibilità economiche di Chiara migliorano e decide di aumentare a 6.000 € all’anno la sua contribuzione al fondo pensione.
Potendo godere del plafond di extra deducibilità accumulato nei primi 5 anni di partecipazione, Chiara porta in deduzione interamente i 6.000 € di contribuzione.

Anni
(6°-15°)
Versamento annuo Deduzione ordinaria Extra deducibilità utilizzata Deduzione totale
2031-2040 6.000 € 5.300 € 700 € 6.000 €

Dopo 15 anni, Chiara ha portato in deduzione interamente la contribuzione versata (75.000 €) e le resta ancora un plafond di extra deducibilità di 4.500 € da sfruttare entro i cinque anni successivi (il plafond deve essere sfruttato entro massimo 20 anni).

Importo
Contributi versati e dedotti nei primi 5 anni 15.000 €
Contributi versati e dedotti dal 6° al 15° anno 60.000 €
Contribuzione dedotta totale 75.000 €
Plafond di extra deducibilità maturato nei primi 5 anni 11.500 €
Extra deducibilità utilizzata dal 6° al 15° anno (700 € × 10 anni) 7.000 €
Plafond residuo disponibile 4.500 €

Pagina aggiornata il 15/07/2026, 11:32

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