4.3 Se sono iscritto a più fondi pensione aderenti al modello Risparmio Casa come viene effettuato il calcolo per determinare l’importo massimo concedibile in forma di Mutuo Risparmio Casa?

Su domanda della banca convenzionata, Pensplan emette un’attestazione che tiene conto di tutti i fondi pensione aderenti al modello ai quali il richiedente il Mutuo Risparmio Casa è iscritto (nessun altro soggetto al di fuori della banca convenzionata può domandare a Pensplan l’emissione dell’attestazione). A tal fine è però necessario che nella domanda della banca vengano indicati tutti i fondi pensione aderenti per i quali si vuole ricevere l’anzidetta attestazione (il richiedente è comunque libero di decidere quali fondi pensione debbano essere tenuti in considerazione nell’attestazione). Il requisito dell’anzianità di iscrizione dev’essere accertato (vale la data di prima iscrizione alla previdenza complementare) almeno per uno dei fondi pensione oggetto della richiesta. Ai fini della verifica dell’importo minimo di 15.000 euro previsti per poter richiedere il Mutuo Risparmio Casa viene tenuto conto della somma degli importi attestati dai singoli fondi pensione. Occorre inoltre considerare che il limite massimo di 10.000 euro annui, relativamente ai contributi versati negli 8 anni precedenti la richiesta, riconosciuti ai fini del calcolo del finanziamento massimo concedibile, non vale per singolo fondo pensione, bensì per l’insieme dei fondi pensione per i quali viene richiesta l’attestazione. A causa dei limiti normativi al conferimento del TFR alla previdenza complementare, qualora il richiedente sia un dipendente pubblico e sia iscritto ad un fondo pensione tra quelli riservati ai dipendenti pubblici (c.d. fondo pensione negoziale o di categoria) aderente al modello Risparmio Casa, l’importo da considerare ai fini del Mutuo Risparmio Casa può essere fino al triplo della posizione ivi maturata. Qualora lo stesso richiedente sia iscritto anche ad altri fondi pensione aderenti al modello Risparmio Casa (es. fondo pensione aperto), le posizioni ivi maturate possono essere considerate al massimo fino al doppio. Nel caso di richiedenti con meno di 36 anni al momento della presentazione della domanda, una quota fino a 25.000 euro della posizione previdenziale complementare maturata viene considerata in misura pari a rispettivamente al triplo o al quadruplo.