Was kostet mein Fonds?

In questa puntata analizziamo le tipologie e l'impatto dei costi delle diverse forme pensionistiche complementari. Si tratta di un aspetto molto importante da valutare attentamente sia nel momento dell’adesione, sia nel corso del rapporto con il proprio fondo pensione.

Esistono differenze di costo tra le varie tipologie di fondi pensione?

Esistono notevoli differenze tra tipologie di fondi pensione. I prodotti più convenienti, dal punto di vista dell’onerosità, sono i fondi pensione chiusi o negoziali. Si tratta di fondi per i lavoratori dipendenti, istituiti dalle associazioni sindacali di lavoratori e datori di lavoro in forma di associazioni senza scopo di lucro, in cui soltanto i costi amministrativi e finanziari effettivamente sostenuti dal fondo si riflettono sul valore della posizione individuale degli iscritti. I fondi pensione aperti e i piani individuali pensionistici sono invece prodotti più onerosi, in quanto le spese che gravano sugli iscritti vengono determinate in via preventiva dalla società istitutrice e servono a remunerare l’impresa oltre che a coprire gli oneri effettivamente sostenuti; tra questi ultimi, una quota cospicua è rappresentata da quelli relativi al collocamento dei prodotti.

Come si possono confrontare i costi delle diverse forme pensionistiche complementari?

Vista la complessa articolazione delle voci di costo e la variabilità legata alla tipologia di fondo pensione nonché di linea d’investimento, la commissione di vigilanza sui fondi pensione ha previsto un indicatore sintetico di costo, il cosiddetto ISC. Il valore dell’ISC esprime in modo semplice e immediato l’incidenza percentuale dei costi sostenuti annualmente da un iscritto. Ogni fondo pensione ha l’obbligo di pubblicare una scheda dei costi con il valore dell’ISC sul proprio sito internet, mentre la commissione di vigilanza rende disponibile sul proprio sito istituzionale un comparatore dei costi che consente di confrontare tutti i fondi pensione italiani . Come accennato in precedenza i prodotti più convenienti sono i fondi pensione chiusi: con un ISC medio dello 0,26% su 35 anni. Per fondi aperti e PIP, l’ISC medio calcolato sul medesimo orizzonte temporale è pari, rispettivamente, all’1,23% e all’1,83%. Quindi un ISC mediamente 5 e 7 volte più elevato rispetto ai fondi chiusi. Un ISC del 2% invece che dell’1% può ridurre il capitale accumulato dopo 35 anni di circa il 18%, ad esempio, lo riduce da 100.000 a 82.000 euro.

Quali sono le singole voci di costo e qual è il loro valore medio?

I fondi pensione prevedono generalmente un costo iniziale una tantum relativamente modesto , espresso in cifra fissa e prelevato dal primo versamento all’atto dell’adesione. Le spese più rilevanti sono quelle da sostenere durante la fase di accumulo, che possono essere sostanzialmente di due tipologie:

  • direttamente a carico dell’aderente: si tratta di importi che generalmente sono prelevati in misura fissa, salvo alcune tipologie di fondi che sovente calcolano le spese in percentuale dei versamenti. Si tratta di oneri destinati a coprire principalmente le attività di gestione amministrativa. Di tali costi è data evidenza nell’estratto conto o nella comunicazione annuale inviata dal fondo pensione all’iscritto. Per gli iscritti a fondi pensione chiusi questa tipologia di spesa si definisce quota associativa.
  • indirettamente a carico dell’aderente, quindi a carico del patrimonio del fondo o del singolo comparto. Solitamente si tratta di una percentuale prelevata dal patrimonio del fondo e che sostanzialmente incide in egual misura sul patrimonio del singolo aderente. Si tratta di oneri che coprono le attività di gestione finanziaria e di custodia da parte del depositario. Di tali costi non vi è chiara evidenza nell’estratto conto in quanto il valore della posizione di ogni singolo iscritto è già decurtato delle spese che gravano sul patrimonio del fondo.

Infine, vi è una tipologia di costi molto variabile che riguarda l’esercizio di specifiche prerogative individuali, come ad esempio il cambio di linea d’investimento, la richiesta di un’anticipazione o di un trasferimento, ecc.

Quali sono i vantaggi previsti per i residenti nella Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol?

La normativa regionale garantisce, tramite Pensplan Centrum, servizi amministrativi e contabili essenziali in forma gratuita permettendo un abbattimento dei costi dei fondi pensione ed un capitale finale più elevato. Per coloro che sono iscritti ad un fondo pensione non convenzionato con Pensplan è possibile chiedere annualmente un contributo per l’abbattimento dei costi.

 


Marco Facchinelli, consulente Pensplan

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