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Previdenza complementare: regime fiscale agevolato anche per le richieste di anticipazione

Data:

18 Giugno 2025

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La previdenza complementare offre una serie di importanti vantaggi fiscali. I contributi versati in un fondo pensione complementare, per sé stessi o per i propri familiari fiscalmente a carico, sono deducibili dal reddito complessivo fino a un massimo di 5.164,57 € all’anno. 

Nell’articolo precedente abbiamo trattato la deducibilità fiscale dei contributi versati al fondo pensione. In questo ci concentriamo con due esempi su un altro aspetto vantaggioso della previdenza complementare, e più precisamente la tassazione agevolata del capitale in fase di accumulo, con una distinzione tra lavoratori dipendenti del settore privato e dipendenti pubblici. Per i liberi professionisti e i lavoratori autonomi si applica la stessa disciplina fiscale prevista per i dipendenti privati. 

Dopo il pensionamento, il capitale accumulato può essere erogato in forma di rendita o, in parte, anche in forma di capitale. Tuttavia, è possibile accedere al capitale maturato anche prima del pensionamento, a determinate condizioni, richiedendo un’anticipazione. Alle prestazioni pensionistiche, siano essere anticipazioni, riscatti o erogazione della rendita o capitale al momento del pensionamento, si applica un’aliquota fiscale inferiore rispetto all’imposizione ordinaria sul reddito. 

Infobox: Questo articolo fa riferimento ai contributi versati ai fondi pensione a partire dal 1° gennaio 2007. Per i dipendenti pubblici iscritti a fondi pensione chiusi, le stesse regole valgono per i versamenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2018.

Di seguito, due esempi pratici mostrano come funzionano i vantaggi fiscali nella fase di accumulo. 

Esempio 1: Michele e l’apparecchio per i denti 

Michele, 42 anni, lavora come impiegato in un’azienda privata. È iscritto da 15 anni a un fondo pensione e ha accumulato ad oggi 20.000 €. 

Quando alla figlia viene prescritto un apparecchio per i denti, Michele scopre che il costo sarà di circa 4.000 €: una spesa imprevista per la famiglia. 

Si informa presso il proprio fondo pensione e scopre che, in quanto dipendente del settore privato, può richiedere un’anticipazione fino al 75 % della posizione maturata per spese sanitarie, anche per i figli. Nel suo caso, fino a 15.000 €. 

Michele richiede quindi un’anticipazione di 4.000 €, presentando la documentazione medica necessaria. L’anticipazione viene tassata al 15%, con il seguente risultato: 

  • importo lordo dell’anticipazione: 4.000 € 
  • imposta (15%): 600 € 
  • importo netto erogato: 3.400 € 

Altre tipologie di anticipazione previste per i dipendenti del settore privato (se in possesso dei requisiti) sono: 

  • fino al 75% della posizione maturata per la costruzione, acquisto o ristrutturazione della prima casa per sé o per i figli, con applicazione di una tassazione pari al 23% 
  • fino al 30 % della posizione maturata per altre esigenze personali con applicazione di una tassazione pari al 23%. 
Esempio 2: Laura e Luca acquistano la loro prima casa 

Nel prossimo esempio parliamo delle anticipazioni previste per i dipendenti pubblici, come Laura e Luca, iscritti a un fondo pensione chiuso. 

Laura e Luca, entrambi poco più che trentenni, sono sposati e in attesa del loro primo figlio. Lavorano nel settore pubblico come impiegati e sono iscritti da diversi anni a un fondo pensione. 

Hanno trovato un trilocale perfetto in periferia. Il prezzo d’acquisto è di 250.000 €. Per coprire parte dell’importo, intendono utilizzare sia i loro risparmi, sia richiedere un’anticipazione sul capitale accumulato nel fondo pensione. 

La loro situazione nel fondo pensione di appartenenza: 

  • Laura 
    • capitale accumulato: 40.000 € 
    • iscritta da 10 anni 
  • Luca 
    • capitale accumulato: 50.000 € 
    • iscritto da 12 anni 

Trattandosi di un acquisto della prima casa, entrambi possono richiedere un’anticipazione fino al 100% della posizione maturata nel fondo pensione. Laura e Luca presentano quindi le relative richieste di anticipazione: 

  • Laura richiede 40.000 € 
    • imposta (23%): 9.200 € 
    • netto erogato: 30.800 € 
  • Luca richiede 50.000 € 
    • imposta (23%): 11.500 € 
    • netto erogato: 38.500 € 

Totale netto ricevuto tramite le due anticipazioni: 69.300 €

Anche i dipendenti pubblici iscritti a un fondo pensione chiuso possono, se in possesso dei requisiti, richiedere le seguenti anticipazioni: 

  • fino al 100% per spese sanitarie proprie o di un familiare a carico: 
    • contributi versati dal 1° gennaio 2018: tassazione 15% (riduzione dello 0,3% per ogni anno oltre il 15° anno di iscrizione) 
    • contributi versati fino al 31 dicembre 2017: tassazione 23% 
  • fino al 100% per congedi formativi o corsi di aggiornamento: tassazione 23% 
Conclusione 

Il risparmio previdenziale complementare non offre vantaggi fiscali solo al momento del versamento dei contributi, ma anche durante la fase di accumulo e di erogazione delle prestazioni. A seconda del settore lavorativo (privato o pubblico) esistono modalità diverse per accedere al capitale maturato, ad esempio per spese sanitarie, l’acquisto della prima casa o esigenze personali. 

La tassazione agevolata delle anticipazioni varia in base al motivo dell’erogazione e risulta nella maggior parte dei casi inferiore all’imposta sul reddito ordinaria. 

Ulteriori informazioni sulle anticipazioni, la relativa tassazione, requisiti e condizioni sono disponibili sulla Guida alle anticipazioni

Pagina aggiornata il 20/06/2025, 11:10

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