Pensione complementare anticipata, meno tasse

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La RITA è la rendita integrativa temporanea anticipata e vantaggiosa dal punto di vista fiscale

Data:

20 Agosto 2025

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Il risparmio previdenziale offre una serie di vantaggi fiscali, che abbiamo analizzato e spiegato qui nel dettaglio nelle scorse settimane.

Nel primo articolo della nostra serie abbiamo spiegato che i contributi versati in un fondo pensione complementare, per sé o per i familiari fiscalmente a carico, possono essere dedotti dal reddito complessivo fino a un massimo di 5.164,57 €.

Nella seconda parte ci siamo concentrati sulle possibilità di accesso al capitale maturato nel fondo pensione già durante la fase di accumulo (cosiddette anticipazioni) e su quali vantaggi fiscali si applicano in questi casi.

La terza parte ha riguardato la disciplina fiscale delle prestazioni dopo il pensionamento. In questa quarta parte ci dedichiamo a una forma particolare di erogazione del capitale accumulato, ovvero alla rendita integrativa temporanea anticipata RITA e ai vantaggi fiscali a essa associati.

Chi può richiedere la RITA?

Chi vuole o deve andare in pensione prima dell’età per il pensionamento per vecchiaia e soddisfa determinati requisiti (vedi sotto) può richiedere al fondo pensione di appartenenza una rendita integrativa temporanea anticipata. La RITA può essere richiesta da dipendenti del settore privato, dipendenti pubblici, liberi professionisti e lavoratori autonomi.

Puoi accedere alla RITA se:

  • hai cessato l’attività lavorativa;
  • hai maturato almeno 5 anni di adesione alla previdenza complementare;
  • ti mancano meno di 5 anni all’età del pensionamento per vecchiaia (attualmente 67 anni) con almeno 20 anni di contribuzione alla previdenza pubblica, oppure
  • ti mancano meno di 10 anni all’età del pensionamento per vecchiaia e sei inoccupato da almeno 24 mesi.
Come funziona la RITA?

La RITA viene erogata in rate periodiche. L’importo di ciascuna rata dipende dal capitale destinato alla RITA e dalla durata del periodo che intercorre tra la richiesta e il pensionamento. La frequenza dei versamenti è definita dal singolo fondo pensione.

Puoi scegliere tra due forme:

  • RITA totale: l’intero capitale accumulato nel fondo pensione viene destinato alla rendita integrativa temporanea anticipata fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia.
  • RITA parziale: solo una parte del capitale accumulato viene utilizzata per la RITA e la restante parte rimane investita nel fondo pensione.

Per richiedere la RITA è necessario compilare l’apposito modulo previsto dal fondo pensione di appartenenza e presentare i documenti necessari alla verifica dei requisiti. Molti fondi pensione offrono la possibilità di inoltrare la richiesta tramite l’area riservata online, accessibile con le proprie credenziali personali.

Per saperne di più, puoi consultare il sito web del tuo fondo pensione.

Cosa succede con il capitale restante?

La parte che rimane investita nel fondo continua a generare rendimenti anche durante l’erogazione della RITA, a seconda della linea di investimento da te scelta. Puoi inoltre effettuare versamenti contributivi volontari aggiuntivi, che risultano deducibili fino a 5.164,57 euro all’anno.

Quali sono i vantaggi fiscali della RITA?

La RITA è fiscalmente vantaggiosa: la parte imponibile è tassata al 15% per i primi 15 anni di adesione al fondo pensione e si riduce dello 0,30% per ogni anno eccedente il 15°, fino all’aliquota minima prevista del 9%.

Quali sono gli altri vantaggi della RITA?

Un altro vantaggio della RITA è la sua flessibilità. Puoi decidere in qualsiasi momento
la misura della posizione maturata nel fondo pensione da destinare alla RITA. Inoltre puoi anche revocarla. E ancora: se opti per una RITA parziale, puoi richiedere un’anticipazione o una prestazione in capitale e/o rendita.

Inoltre la RITA è compatibile con altri redditi e prestazioni, come:

  • l’eventuale pensione anticipata
  • l’isopensione (assegno di esodo per i dipendenti vicini alla pensione)
  • l’indennità di disoccupazione NASPI
  • tutte le forme di anticipo pensionistico (APE sociale, volontario e aziendale).

La RITA, inoltre, non esclude la possibilità di un reddito da lavoro che dovesse intervenire successivamente alla sua erogazione.

Cosa succede in caso di decesso?

Nel caso in cui l’aderente al fondo pensione dovesse decedere durante l’erogazione della RITA, il capitale residuo viene erogato ai superstiti secondo le ordinarie modalità di riscatto per premorienza del fondo pensione.

Maggiori informazioni

Guida alla RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata

Pagina aggiornata il 20/08/2025, 13:04

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