Tassazione e fiscalità

La previdenza complementare è uno strumento di risparmio vantaggioso grazie anche a una serie di agevolazioni fiscali che riguardano sia la fase di versamento dei contributi nel fondo pensione che la fase di erogazione delle prestazioni prima e dopo il pensionamento, nonchè un'imposta agevolata sui rendimenti.

Quando versi

I versamenti in favore di una forma di previdenza complementare sono deducibili fiscalmente per un importo annuo complessivamente non superiore a 5.165 €.

Nel caso di lavoratori dipendenti questa cifra comprende il contributo a carico del lavoratore trattenuto in busta paga, l'eventuale contributo a carico del datore di lavoro e i contributi volontari al fondo pensione. Le quote di TFR, invece, sono escluse. Gli importi deducibili vengono sottratti dal reddito prima di calcolare l'imposta. Versando al fondo pensione si abbatte cioè il reddito imponibile fiscale con un conseguente sconto fiscale. La riduzione delle imposte è pari all'aliquota IRPEF più alta in base al tuo reddito.

Ad esempio per un lavoratore che versa alla previdenza complementare contributi pari a 1.000 € ed è tassato con aliquota marginale Irpef del 23%, il costo effettivamente sostenuto dal lavoratore sarà pari a 770 €, con un risparmio fiscale pari a 230 €. Per un lavoratore che versa 4.000 € e ha un'aliquota marginale del 43% il risparmio fiscale arriverà a 1.720 €.

Le condizioni e i limiti di deducibilità sono applicabili a tutti, compresi coloro che producono redditi diversi da quelli di lavoro e coloro che hanno scelto di proseguire volontariamente il versamento dei contributi oltre l'età pensionabile prevista dal regime obbligatorio di appartenenza.

Se sei un lavoratore dipendente, il datore di lavoro trattiene la quota a tuo carico mensilmente dalla tua retribuzione, riconoscendo la deduzione dei contributi direttamente in busta paga. Con la Certificazione Unica (ex CUD) il datore di lavoro fornisce l’indicazione complessiva dei versamenti effettuati nell’anno precedente ed esclusi dal reddito di lavoro dipendente. Pertanto il lavoratore non dovrà produrre in sede di dichiarazione dei redditi nessuna documentazione aggiuntiva.

Per i versamenti volontari diretti, cioè quelli che non passano dalla busta paga e vengono effettuati sia dai lavoratori dipendenti che da quelli autonomi, dai pensionati e in generale dagli iscritti che hanno una posizione attiva presso il fondo pensione, va presentata in sede di dichiarazione dei redditi copia dell’ordine di bonifico effettuato.

Gli eventuali contributi versati che superano il limite dei 5.165 € non sono deducibili dal reddito e dovranno essere comunicati al fondo pensione entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello in cui è stato effettuato il versamento attraverso l'apposito modulo disponibile sul sito web del proprio fondo pensione. Tale comunicazione è molto importante perché ha l’obiettivo di escludere i contributi non dedotti dalla base imponibile che verrà presa a riferimento per l’applicazione della tassazione quando si richiederà la liquidazione di una prestazione al fondo pensione.

In caso invece di versamenti di contributi di importo inferiore al predetto limite, l'ammontare residuo della deduzione non utilizzata non può essere riportato in avanti e utilizzato nei periodi di imposta successivi.

Documentazione da controllare e conservare

Tipologia
Documenti
Contributi versati dal datore di lavoro
  • Certificazione Unica
Contributi versati direttamente dall'aderente sulla sua posizione o in favore dei soggetti fiscalmente a carico
  • Ricevuta di versamento dei contributi (ordine di bonifico)

Anche nel caso di familiari fiscalmente a carico è possibile dedurre i versamenti in loro favore, per la quota da questi non dedotta e nel limite complessivo di 5.165 €. Se la persona a favore della quale sono stati versati i contributi di previdenza complementare è a carico di più soggetti, si applica la regola generale in base alla quale il beneficio fiscale spetta al soggetto cui è intestato il documento comprovante la spesa. Nel caso in cui il documento sia intestato al familiare a carico, è possibile annotare sul documento stesso la percentuale di spesa imputabile a ciascuno degli aventi diritto.

Per i lavoratori assunti dopo il 1° gennaio 2007 i vantaggi sono ancora maggiori. Qualora nei primi cinque anni di partecipazione a un fondo pensione non abbiano sfruttato tutto il plafond di deducibilità di 5.165 € possono recuperare il plafond residuo nei 20 anni successivi, aumentando il limite di deducibilità annuo fino a 7.747 €.

Se sei un lavoratore dipendente del settore privato, puoi scegliere di convertire il premio di risultato in contributo verso il fondo pensione a cui sei iscritto. Il plafond del premio è pari a 3.000 € ed è previsto per redditi non superiori agli 80.000 €.

Se destini, in tutto o in parte, tali premi alla previdenza complementare, avrai un triplice vantaggio fiscale:

  1. il premio non concorre alla formazione del reddito imponibile
  2. il premio non è soggetto ad altra tassazione (contribuzione ordinaria all’INPS e imposta sostitutiva)
  3. il premio gode della totale defiscalizzazione anche al momento dell'erogazione di qualsiasi prestazione (anticipazione, riscatto, prestazione pensionistica e RITA)

Mettiamo due dipendenti a confronto

Confronto premio in busta paga e premio nel fondo pensione

Per i lavoratori: l'Agenzia delle Entrate ha specificato che entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello in cui i contributi sono stati versati alla forma previdenziale complementare il contribuente è tenuto a comunicare a quest'ultima sia l'eventuale ammontare di contributi non dedotti, che l'importo dei contributi sostitutivi del premio di risultato in modo che non vengano tassati al momento dell’erogazione della prestazione.

Per i datori di lavoro e/o i consulenti del lavoro: per versare i premi di produttività è necessario utilizzare una distinta ad hoc che consente di identificare e quindi gestire da un punto di vista fiscale tale contribuzione in modo conforme alla normativa.

Scarica la scheda di approfondimento in formato PDF:

Download

In fase di richiesta di prestazione

Per approfondire visita la relativa sezione Prestazioni ante pensionamento e leggi le informazioni sulla tassazione di ciascuna sottopagina oppure scarica la scheda di approfondimento in formato PDF:

Aderente settore privato

Download

Aderente settore pubblico iscritto a un fondo pensione chiuso

Download

Quando il lavoratore matura il diritto alla pensione pubblica e partecipa da almeno 5 anni a forme di previdenza complementare, ha la possibilità di richiedere la prestazione pensionistica.

Ai versamenti effettuati al fondo pensione (esclusi i contributi non dedotti) viene applicata un'imposta sostitutiva del 15% che si riduce dello 0,30% per ogni anno di partecipazione a forme pensionistiche successivo al 15°, fino a un’aliquota minima del 9%.

L’aliquota è dunque inferiore a quella applicata al TFR che viene mantenuto in azienda, al quale si applica una tassazione separata, con aliquota minima del 23%.

Scarica la scheda di approfondimento in formato PDF:

Aderente settore privato

Download

Aderente settore pubblico iscritto a un fondo pensione chiuso

Download

Imposta agevolata sui rendimenti

I rendimenti finanziari delle forme pensionistiche sono tassati con un'imposta sostitutiva del 20% (ad esclusione della quota dei rendimenti che deriva dall'investimento in Titoli di Stato o titoli simili che è assoggettata a un’aliquota del 12,5%).

L’aliquota è dunque inferiore a quella prevista per altri strumenti di risparmio o investimento (inclusi i conti di deposito), pari al 26%.

Oltre all'imposta sui rendimenti, le forme pensionistiche sono esenti dall'imposta di bollo dello 0,20% del capitale maturato che si applica a tutti gli altri prodotti d'investimento.

Dove posso rivolgermi per avere informazioni?

Trova il Pensplan Infopoint più vicino a te e prenota una consulenza personalizzata gratuita!

prenota una consulenza