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Gli aderenti ai fondi pensione reagiscono bene al momento di crisi

Il numero delle richieste di riscatti, pensioni, anticipi, trasferimenti e switch non aumenta nel periodo di emergenza da Coronavirus. In forte calo il numero di nuove adesioni.

Come hanno reagito gli aderenti ai fondi pensione in tempi di COVID-19?

Per comprendere i comportamenti degli aderenti alla previdenza complementare in tempi di crisi e prepararsi a eventuali misure informative correttive, Pensplan ha analizzato alcuni numeri relativi a riscatti, pensioni, anticipi, trasferimenti e cambi comparto di investimento nello stesso trimestre (marzo, aprile, maggio) degli ultimi tre anni. Infine ha verificato il trend del numero di adesioni ai fondi pensione istituiti in Regione sempre nello stesso periodo.

Nessuna scelta affrettata sui propri risparmi previdenziali da parte degli aderenti ai fondi pensione

Al contrario di possibili previsioni, il numero degli aderenti ai fondi pensione che hanno richiesto una liquidazione della propria posizione mataurata presso il fondo pensione non ha registrato un aumento nel momento di crisi economica, anzi risulta in netta diminuzione. In particolare le richieste di riscatto e prestazione pensionistica per pensionamento sono calate di un terzo, mentre quelle per anticipazione della metà (-53%) per tutte le tipologie previste (spese sanitarie, prima casa e ulteriori esigenze).

Ciò potrebbe significare che, anche grazie al’intensa campagna di informazione di Pensplan e dei Pensplan Infopoint, c’è stata la consapevolezza che l’accesso alla prestazione avrebbe concretizzato la perdita di capitale, che invece è solo temporanea e virtuale nel caso di mancata richiesta di liquidazione e che quindi la popolazione ha una corretta informazione sul funzionamento del sistema della previdenza complementare. Altra lecita interpretazione potrebbe essere invece legata alla generale inerzia nelle scelte finanziarie di gran parte dei cittadini, che però questa volta ha generato risultati positivi.

Anche il numero di trasferimenti e di cambio del comparto di investimento non è aumentata rispetto agli ultimi due anni, quindi gli aderenti anche in questi casi non hanno reagito all’andamento dei mercati con scelte affrettate dettate dall’incertezza e dalla negatività, spostandosi verso altre forme pensionistiche o altre linee più prudenti con una minore esposizione al rischio dei mercati. In particolare il numero dei trasferimenti ad altro fondo pensione nel periodo di osservazione indicato è in linea con il dato del 2018 e più che dimezzato rispetto al 2019. Anche le richieste di switch sono in forte calo rispetto all’anno precedente (-23%).

Calo delle nuove adesioni: attività di sensibilizzazione più importanti che mai

La nota dolente riguarda in questi mesi invece l’andamento delle adesioni che risulta dimezzato rispetto ai due anni precedenti, complice il difficile momento economico per molte realtà lavorative, anche del territorio regionale. Pensplan svilupperà dopo l’estate una intensa campagna informativa sull’importanza della previdenza complementare e i vantaggi connessi.  

“I dati danno una precisa fotografia della situazione attuale, ma riflettono con ogni probabilità solo parzialmente gli effetti della crisi” – precisa Laura Costa, Presidente di Pensplan Centrum e aggiunge “l’andamento dei prossimi mesi verrà monitorato con attenzione, al fine di reagire tempestivamente con adeguate misure a tutela della popolazione iscritta e non iscritta alla previdenza complementare. Quest’ultima diventerà ancora più importante nel prossimo futuro, quale fondamentale integrazione alla pensione garantita dal sistema obbligatorio.” 

Nel secondo semestre Pensplan analizzerà anche i primi effetti sulla contribuzione ai fondi pensione in seguito a eventuali sospensioni dal lavoro, interruzioni, riduzioni dell’orario lavorativo, etc.

 

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